La Dispepsia

La dispepsia è un’alterazione delle funzioni digestive che si manifesta con dolore o fastidio cronico nella parte centrale dell’addome superiore (epigastrio), di solito nel periodo postprandiale. Il dolore viene in genere descritto come urente o trafittivo.
La dispepsia si definisce “funzionale” (che si distingue da quella “organica” in quanto non può essere attribuita alla presenza di malattie organiche) quando la causa non è identificabile con i comuni mezzi diagnostici. La dispepsia funzionale viene diagnosticata con la presenza di almeno uno o più dei seguenti sintomi per almeno tre mesi nell’arco di un anno:
• sensazione di ripienezza post-prandiale;
• sazietà precoce;
• dolore epigastrico;
• bruciore epigastrico.

La dispepsia è distinta in:
• Dispepsia da dismotilità, caratterizzata da sintomatologia correlata all’assunzione di cibo, rappresentato da sensazione di ripienezza post-prandiale e sazietà precoce;
• Dispepsia similulcerosa, caratterizzata da dolore e bruciore epigastrico, spesso a digiuno ma anche postprandiale.

Consigli alimentari
I pazienti generalmente lamentano la comparsa dei sintomi in corrispondenza dei pasti. Specifici sintomi dispeptici tendono ad essere indotti da determinati alimenti:
• ripienezza post-prandiale: carni rosse, banane, pane, torte, pasta, salse, cibi fritti, maionese, fagioli, latte, cioccolata, arance, uova, pasti particolarmente grassi ed abbondanti;
• bruciore epigastrico: caffè (favorisce la dispepsia grazie alla sua capacità di indurre rilasciamenti dello sfintere gastroesofageo ed incrementando la secrezione acida gastrica tramite l’aumento del rilascio di gastrina), formaggio, cipolle, pomodoro, peperoncino, tè, latte (riconosciuto come alimento protettivo della mucosa gastrica, in realtà aumenta indirettamente la secrezione acida gastrica), cioccolata;
• gonfiore addominale: bevande gassate, cipolle, fagioli, banane;
• pirosi: caffè, menta, cioccolata, peperoncino.

Pertanto la prevenzione alimentare gioca un ruolo molto importante nel controllo di questi disturbi; si consiglia quindi di evitare i cibi sopracitati e, oltre a questi, anche:
• alcol
• yogurt ad alto contenuto lipidico
• arachidi
• pesci grassi
• sidro
• brodo di carne
• fumo.
Si consiglia di evitare i cibi ad alto contenuto calorico ed in particolare gli alimenti grassi, in quanto rallentano lo svuotamento gastrico ed aumentano la produzione intestinale di gas creando una maggior distensione gastrica favorendo pertanto il rilasciamento dello sfintere gastroesofageo.
Anche le fibre alimentari di frutta e verdura in alcuni casi sono da ridurre, dato che rallentano lo svuotamento gastrico, causano inappetenza, nausea e senso precoce di ripienezza. Il gonfiore addominale conseguente alla loro assunzione, dovuto alla flora batterica intestinale, peggiora anche i sintomi lontano dai pasti.
L’assunzione di frequenti piccoli pasti distribuiti nell’arco della giornata favorisce lo svuotamento dello stomaco ed allevia la sintomatologia. Certamente di aiuto è lo stile di vita, mantenere una corretta alimentazione equilibrata, fare attività fisica moderata e ridurre il peso, se in sovrappeso, portano a benefici nei pazienti dispeptici.

fonte: Unità Locale Socio Sanitaria Belluno

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Redazione Ladieta.biz

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